La risposta breve
Abramo, Ibrahim in arabo, è tra le figure più importanti del Corano. È chiamato l’amico di Dio, descritto come né ebreo né cristiano ma come un puro monoteista sottomesso a Dio, ed è ricordato per aver distrutto gli idoli del suo popolo, per essere sopravvissuto al fuoco e per essere stato pronto a sacrificare il figlio al comando di Dio. I musulmani lo ricordano in ogni preghiera rituale.
Un po’ più di contesto
Con il figlio Ismaele innalzò le fondamenta della Ka‘ba, e i riti dello hajj rievocano episodi della storia della sua famiglia. Eid al-Adha commemora la sua disponibilità al sacrificio. Islam, ebraismo e cristianesimo guardano tutti ad Abramo, ed è per questo che sono spesso chiamati fedi abramitiche, anche se ciascuna racconta la sua storia a modo proprio.
Fonti e letture di approfondimento
- Qur’an 4:125 Abramo preso da Dio come amico.
- Qur’an 3:67 Abramo come puro monoteista sottomesso a Dio.
- Qur’an 37:102-107 Il sacrificio.
- Qur’an 2:127 L’innalzamento delle fondamenta della casa.
Sintesi introduttiva originale, non una traduzione diretta delle scritture. Preparata il 21 ottobre 2026. La revisione religiosa da parte di persone qualificate è ancora in sospeso. Il nostro approccio editoriale.