L’idea in breve

Lo hajj è il pellegrinaggio alla Mecca compiuto nel mese di Dhu al-Hijja. È richiesto una volta nella vita a ogni musulmano che ne abbia la capacità fisica ed economica. Nell’arco di cinque o sei giorni i pellegrini girano intorno alla Ka‘ba, camminano tra due colline, stanno in preghiera nella piana di Arafat e ricordano Abramo e la sua famiglia.

Perché La Mecca

I musulmani credono che la Ka‘ba, l’edificio a forma di cubo al centro della Grande Moschea della Mecca, sia stata costruita da Abramo e da suo figlio Ismaele come casa dedicata al culto dell’unico Dio. Corano 2:125–127 lo racconta, e 3:96–97 la descrive come la prima casa fondata per l’umanità e fa del pellegrinaggio un dovere per chi ne è in grado.

La Ka‘ba è la direzione della preghiera per i musulmani di tutto il mondo. Non è oggetto di adorazione. Girarle intorno è un atto di culto rivolto a Dio, attorno al luogo che Egli ha reso un segno.

La preparazione: l’ihram

Prima di entrare nell’area sacra i pellegrini entrano in uno stato chiamato ihram. Gli uomini indossano due semplici teli bianchi non cuciti; le donne indossano abiti semplici e modesti. In questo stato i pellegrini evitano i profumi, il taglio di capelli o unghie, le liti e il fare del male agli esseri viventi. Re e braccianti diventano indistinguibili.

L’invocazione del pellegrino è la talbiya: “eccomi, o Dio, eccomi”. Esprime l’intero significato del viaggio come risposta a una chiamata.

I giorni dello hajj

L’8 di Dhu al-Hijja i pellegrini si recano a Mina. Il 9 stanno nella piana di Arafat da mezzogiorno al tramonto in preghiera e invocazione; questa sosta è il cuore del pellegrinaggio, e la tradizione ritiene che sia il luogo in cui i peccati vengono perdonati. La notte si trascorre a Muzdalifa.

Il 10, giorno di Eid al-Adha, i pellegrini lanciano sassolini contro pilastri che rappresentano Satana, ricordando il rifiuto della tentazione da parte di Abramo; offrono un sacrificio, ricordando il riscatto di suo figlio; si tagliano o si rasano i capelli; e tornano alla Mecca per girare intorno alla Ka‘ba. Altri giorni trascorsi a Mina completano i riti.

Agar e la corsa tra le colline

I pellegrini percorrono sette volte il tragitto tra le colline di Safa e Marwa, menzionate in Corano 2:158. Questo ricorda Agar, madre di Ismaele, che cercava acqua per il figlio nel deserto finché non sgorgò la sorgente di Zamzam. La fiducia disperata di una donna viene commemorata da ogni pellegrino.

I pellegrini bevono l’acqua di Zamzam, che scorre ancora all’interno della Grande Moschea. Il rito esprime insieme lo sforzo e l’affidamento a Dio.

Che cosa portano a casa i pellegrini

Lo hajj riunisce circa due milioni di persone di ogni Paese, lingua e classe sociale nello stesso abito e negli stessi gesti. Molti pellegrini lo descrivono come l’esperienza più intensa della loro vita; la lettera di Malcolm X dalla Mecca, che descrive persone di ogni colore in preghiera insieme, ne è una testimonianza famosa.

Chi ha compiuto lo hajj può essere chiamato Hajji o Hajja. La umra, un pellegrinaggio più breve con meno riti, si può compiere in qualsiasi periodo dell’anno e non sostituisce lo hajj. I musulmani che non sono in grado di andarci non vengono biasimati; l’obbligo è subordinato alla capacità.

Fonti e letture di approfondimento

Sintesi introduttiva originale, non una traduzione diretta delle scritture. Preparata il 21 ottobre 2026. La revisione religiosa da parte di persone qualificate è ancora in sospeso. Il nostro approccio editoriale.