La risposta breve

Il Corano proibisce in termini severi la riba, di solito tradotta come interesse o usura, contrapponendola al commercio, che è permesso, e alla carità, che è lodata. La preoccupazione di fondo è che il denaro non dovrebbe produrre denaro da solo, a spese di chi è nel bisogno, senza condividere un rischio reale. Nello stesso passo si ordina di alleggerire il debito di chi è in difficoltà.

Un po’ più di contesto

I musulmani osservanti evitano quindi, quando possono, risparmi e prestiti che producono interessi, e un’industria globale della finanza islamica struttura mutui, investimenti e servizi bancari attorno alla partecipazione, alla locazione e alla vendita invece che al prestito a interesse. Dove non esiste alternativa, gli studiosi divergono su ciò che è permesso per necessità, e i singoli musulmani fanno scelte diverse.

Fonti e letture di approfondimento

Sintesi introduttiva originale, non una traduzione diretta delle scritture. Preparata il 21 ottobre 2026. La revisione religiosa da parte di persone qualificate è ancora in sospeso. Il nostro approccio editoriale.