La risposta breve
Il Corano proibisce in termini severi la riba, di solito tradotta come interesse o usura, contrapponendola al commercio, che è permesso, e alla carità, che è lodata. La preoccupazione di fondo è che il denaro non dovrebbe produrre denaro da solo, a spese di chi è nel bisogno, senza condividere un rischio reale. Nello stesso passo si ordina di alleggerire il debito di chi è in difficoltà.
Un po’ più di contesto
I musulmani osservanti evitano quindi, quando possono, risparmi e prestiti che producono interessi, e un’industria globale della finanza islamica struttura mutui, investimenti e servizi bancari attorno alla partecipazione, alla locazione e alla vendita invece che al prestito a interesse. Dove non esiste alternativa, gli studiosi divergono su ciò che è permesso per necessità, e i singoli musulmani fanno scelte diverse.
Fonti e letture di approfondimento
- Qur’an 2:275-280 La proibizione della riba e il comando di agevolare il debitore.
- Qur’an 3:130 Non nutritevi di riba, moltiplicata.
- Qur’an 30:39 Ciò che date in riba non cresce presso Dio.
Sintesi introduttiva originale, non una traduzione diretta delle scritture. Preparata il 21 ottobre 2026. La revisione religiosa da parte di persone qualificate è ancora in sospeso. Il nostro approccio editoriale.