L’idea in breve

Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico, nel quale secondo la fede musulmana il Corano fu rivelato per la prima volta. I musulmani adulti che ne sono in grado digiunano dall’alba al tramonto, fanno più carità, compiono preghiere notturne supplementari e leggono il Corano. Il mese si conclude con la festa di Eid al-Fitr.

Perché questo mese

Corano 2:185 indica il Ramadan come il mese in cui il Corano fu fatto scendere come guida. Il digiuno in questo mese è prescritto in 2:183, con lo scopo dichiarato di sviluppare la taqwa, la consapevolezza di Dio. Poiché il calendario islamico è lunare, il Ramadan anticipa di circa undici giorni ogni anno e nel corso di una vita cade in tutte le stagioni.

Il digiuno è uno dei cinque pilastri. È prima di tutto un atto di culto; i suoi benefici per la salute, l’empatia o la disciplina sono secondari e non ne costituiscono la giustificazione.

Una giornata di digiuno

La giornata comincia con il suhur, un pasto prima dell’alba, seguito dalla preghiera dell’alba. Dall’alba al tramonto non si mangia né si beve nulla, nemmeno acqua, e i rapporti sessuali sono sospesi. Ci si aspetta inoltre che i musulmani sorveglino le proprie parole e il proprio temperamento; un digiuno trascorso tra litigi o pettegolezzi è considerato sminuito.

Al tramonto si rompe il digiuno, tradizionalmente con datteri e acqua, seguiti dalla preghiera del tramonto e dal pasto principale, l’iftar. Famiglie, vicini e moschee condividono spesso l’iftar, e invitare altri a rompere il digiuno è considerato una virtù.

Notti di preghiera e la Notte del Destino

Dopo la preghiera della notte molti musulmani partecipano alle tarawih, preghiere comunitarie supplementari in cui si recitano lunghe porzioni del Corano; nel corso del mese si può arrivare a completare l’intero libro. Anche a casa aumentano la lettura e l’ascolto del Corano.

Le ultime dieci notti sono ritenute particolarmente benedette. Tra queste c’è Laylat al-Qadr, la Notte del Destino, che la sura 97 del Corano descrive come migliore di mille mesi. Molti musulmani trascorrono queste notti in preghiera, e alcuni si ritirano nella moschea per un ritiro chiamato i‘tikaf.

Chi non digiuna

Il digiuno è per gli adulti in buona salute. Il Corano esenta i malati e i viaggiatori, che recuperano i giorni in seguito, e la tradizione estende gli adattamenti alle donne in gravidanza e che allattano, agli anziani, alle persone con malattie croniche e alle donne durante le mestruazioni. I bambini non sono tenuti a digiunare, anche se molti provano brevi digiuni man mano che crescono.

Chi non può digiunare affatto può nutrire una persona bisognosa per ogni giorno mancato. Le decisioni riguardanti la salute e il digiuno si prendono con il consiglio di medici e di esperti religiosi; nessuno è tenuto a farsi del male.

Generosità ed Eid

Il Ramadan è la stagione del dare. Molti musulmani versano la zakat annuale durante questo mese, e la carità supplementare è incoraggiata. Prima della preghiera dell’Eid ogni famiglia versa la zakat al-fitr, una piccola somma fissa per persona, affinché anche i poveri possano festeggiare.

Eid al-Fitr, la festa della rottura del digiuno, apre il mese successivo con una preghiera comunitaria al mattino. È segnata da abiti nuovi, visite, regali, cibo e auguri. Se conosci dei musulmani, “Eid Mubarak” è l’augurio consueto, e una visita o un messaggio sono graditi.

Fonti e letture di approfondimento

Sintesi introduttiva originale, non una traduzione diretta delle scritture. Preparata il 21 ottobre 2026. La revisione religiosa da parte di persone qualificate è ancora in sospeso. Il nostro approccio editoriale.