L’idea in breve
Il Corano descrive Dio attraverso molti nomi e attributi: il Clemente, il Misericordioso, l’Onnisciente, il Giusto, il Perdonatore. I musulmani invocano Dio con questi nomi nella preghiera e vi riflettono per comprendere come Dio si rapporta al creato.
Perché i nomi sono importanti
L’islam non rappresenta Dio con immagini. Il Corano descrive invece Dio attraverso nomi che esprimono come Egli è e come agisce: crea, sostiene, conosce, perdona, giudica. Corano 7:180 afferma che a Dio appartengono i nomi più belli e invita le persone a invocarLo con essi.
Per i musulmani riflettere su questi nomi è un modo di conoscere Dio senza ridurLo a un’immagine. Ogni nome apre un aspetto diverso del rapporto tra il Creatore e il creato.
I nomi che sentirai più spesso
Tutte le sure del Corano tranne una si aprono con la formula bismillah al-rahman al-rahim: nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Al-Rahman e al-Rahim sono i due nomi che i musulmani incontrano per primi e sentono più spesso.
Tra gli altri ci sono al-Khaliq (il Creatore), al-‘Alim (l’Onnisciente), al-Ghafur (il Perdonatore), al-‘Adl (il Giusto), al-Salam (la Fonte della Pace), al-Wadud (l’Amorevole) e al-Hakim (il Saggio). Corano 59:22–24 raccoglie molti nomi in un solo passo.
Novantanove, e oltre
Un noto hadith di Sahih al-Bukhari parla dei novantanove nomi di Dio e della ricompensa per chi li impara. Gli elenchi dei novantanove sono ampiamente usati nella devozione e nella calligrafia. Gli studiosi osservano che il Corano e gli hadith contengono più di novantanove nomi e che nessun elenco è considerato definitivo.
Allah è inteso come il nome proprio di Dio, che comprende tutti gli attributi. Gli altri nomi descrivono; non dividono Dio in parti. Il tawhid, l’unicità di Dio, fa da cornice all’intera riflessione.
Misericordia e giustizia insieme
Due famiglie di nomi ricorrono di continuo: quelli della misericordia, della gentilezza e del perdono, e quelli della potenza, della conoscenza e del giudizio. I teologi musulmani sottolineano che vanno insieme. Dio non è misericordioso a scapito della giustizia, né giusto senza misericordia.
Un hadith di Sahih al-Bukhari riferisce che la misericordia di Dio prevale sulla Sua collera. Nella pratica questo plasma il modo in cui i musulmani pregano: con timore reverenziale e con speranza allo stesso tempo.
Invocare Dio per nome
I musulmani usano questi nomi nell’invocazione, abbinando il nome al bisogno: chiedono perdono ad al-Ghafur, si rivolgono ad al-Razzaq, il Provveditore, nelle difficoltà, e ad al-Shafi, il Guaritore, nella malattia. Corano 17:110 afferma che non fa differenza invocare Allah o al-Rahman; i nomi più belli sono Suoi.
Chi si avvicina all’islam può leggere i nomi come un ritratto del modo in cui i musulmani comprendono Dio. Sono un buon complemento alla breve sura Al-Ikhlas, che afferma l’unicità di Dio in quattro versetti.
Fonti e letture di approfondimento
- Qur’an 7:180 A Dio appartengono i nomi più belli.
- Qur’an 59:22-24 Un passo che raccoglie molti dei nomi.
- Qur’an 17:110 Invocare Dio con i Suoi nomi.
- Sahih al-Bukhari 2736 L’hadith dei novantanove nomi.
- Sahih al-Bukhari 7404 La misericordia di Dio prevale sulla Sua collera.
Sintesi introduttiva originale, non una traduzione diretta delle scritture. Preparata il 21 ottobre 2026. La revisione religiosa da parte di persone qualificate è ancora in sospeso. Il nostro approccio editoriale.
